
Il volume, edito da Franco Angeli, per la collana “Voci del lavoro nuovo”, scritto da Luca Tremolada (docente e data journalist) e Silvia Zanella (manager e divulgatrice), si intitola semplicemente “Intelligenza”, ma si scopre fin da subito che di intelligenze ce ne sono tante e soprattutto che alcune sono nuove e bisogna imparare a conviverci.
Quella di cui si parla di più ovviamente è quella artificiale. E gli Autori ci avvertono che ormai è entrata a pieno titolo nei luoghi di lavoro e nelle organizzazioni. Ci avvertono però che non basta prenderne atto. Perché l’infiltrazione è sempre più pervasiva e dobbiamo farci i conti. Mantenendo un atteggiamento equilibrato. Senza eccessivo pessimismo né esaltazione. Obbligati, peraltro, a rimettere in discussione il modo in cui vediamo i processi, la gerarchia, le competenze, l’esperienza, la managerialità in azienda, e finanche l’idea stessa di lavoro.
Ci dobbiamo preoccupare per l’avvento dell’Intelligenza Artificiale? Gli Autori sono ottimisti. Non ci sarà un’estinzione di massa come certe visioni apocalittiche ci vogliono far credere ma certamente dovremmo dar fondo a tutte le nostre doti di adattamento.
Il libro è importante perché analizza in quattro capitoli gli aspetti più importanti dell’evoluzione digitale in cui siamo finiti in mezzo esaminando di volta in volta i diversi tipi di intelligenza a cui fare riferimento per un approccio più ragionato e obiettivo del fenomeno. Li segnaliamo qui di seguito.
Storia: intelligenza della governance e intelligenza narrativa
Tecnologia: intelligenza critica, intelligenza digitale, intelligenza etica
Persone, competenze: Intelligenza emotiva, intelligenza flessibile, intelligenza anticipatoria, intelligenza co- agentica
Organizzazione: intelligenza di leadership diffusa.
Interessanti e particolarmente utili sono le riflessioni riportate al termine di ogni argomento affrontato per stimolare i vari tipi di intelligenza a cui si fa riferimento, suggerendo applicazioni nell’attività di ogni giorno, suggerimenti pratici e domande da porsi e da porre per affrontare con consapevolezza i temi che emergono di volta in volta.
Il digital mindset e la formazione: aspetti cruciali
Tra i numerosi stimoli proposti vogliamo in particolare soffermarci su un concetto molto importante di intelligenza quella digitale, approfondendo il termine di digital mindset. Chi lo possiede non deve limitarsi ad usare gli strumenti tecnologici di cui è dotato ma deve comprenderne il loro impatto sulle persone, sulle organizzazioni e sulla società, orientando le scelte in modo responsabile.
Il digital mindset deve considerare l’aspetto cognitivo, cioè la capacità di distinguere dati da opinioni, riconoscere bias e fake news; l’aspetto relazionale, cioè gestire la propria identità digitale senza dimenticare empatia ed ascolto; l’aspetto etico e culturale, cioè l’attenzione alla inclusione e alla sostenibilità.
Altro tema importantissimo riguarda la formazione. Cerchiamo di non cadere nell’errore che l’Intelligenza Artificiale sia solo uno strumento di semplificazione. Al contrario, essa deve favorire e stimolare un pensiero complesso.
Per questo occorre affrontare un cambio di paradigma: passare dalla conoscenza cumulativa a quella dialogica. Il che significa non solo imparare pedissequamente, accumulando nozioni, ma essere in grado di confrontare, verificare, mettere in dubbio. In altri termini, imparare a pensare in senso critico, in un flusso continuo di aggiornamento (imparare – disimparare – reimparare) che rappresenta l’unica garanzia per evitare che il nostro lavoro venga fagocitato dalle macchine.
Quello che vi abbiamo presentato è un libro molto utile e stimolante per tutti. Ma soprattutto per i giovani e per coloro che vogliono mantenersi tali dando un senso, un valore e una dignità nuovi al loro lavoro.














