Arte e performance di Linda Karshan al Palazzo della Cancelleria di Roma

De Humana Mensura: tra gli affreschi del Vasari e le architetture del Bramante, l’artista americana ha posto le sue opere e il suo “disegno camminato” in dialogo con l’umanesimo rinascimentale

De Humana Mensura di Linda Karshan_live performance ph. Valentina Sensi
De Humana Mensura di Linda Karshan_live performance ph. Valentina Sensi

Sul finire del 2025 c’è stato un momento, nella Sala Vasari del Palazzo della Cancelleria Apostolica a Roma, in cui il tempo è sembrato sovrapporsi a se stesso. Sotto gli affreschi manieristi che Giorgio Vasari completò in soli cento giorni nel 1546, l’artista Linda Karshan ha tracciato con il suo corpo un disegno invisibile: passi diventati linee, respiri che segnavano il ritmo, una sorta di coreografia interiore in dialogo con la geometria rinascimentale impressa nelle mura. La performance Walked Drawing ha inaugurato De Humana Mensura, la mostra dedicata all’artista statunitense che fino al 19 gennaio è stata ospitata nel Palazzo.

Dopo la Tate Modern e il British Museum, Karshan ha scelto Roma per questo progetto speciale, che abbina l’esposizione delle sue opere con il suo “disegno camminato”.
La mostra, curata da Laura Villani, è nata come un omaggio al Rinascimento e al Giubileo della Speranza: per la prima volta opere provenienti da collezioni italiane e internazionali si sono riunite per restituire il dialogo profondo attraverso i secoli che l’artista intrattiene con figure quali Leonardo, Michelangelo, Platone e Leon Battista Alberti. Un dialogo fatto di armonia e misura, nel quale l’apparente astrazione dei disegni rivela una struttura matematica e filosofica che affonda le radici nella teoria platonica secondo cui l’ordine numerico è alla base dell’universo.

De Humana Mensura di Linda Karshan_installation view ph. Valentina Sensi
De Humana Mensura di Linda Karshan_installation view ph. Valentina Sensi

I lavori di Linda Karshan – linee che si intersecano, griglie geometriche, motivi che si ripetono sulla carta in un ordine rigoroso – nascono da un metodo sviluppato nel 1994, che fonde corpo, respiro e numero. Ogni segno corrisponde a un respiro ritmico, la carta ruota in senso antiorario, il movimento coinvolge tutto il corpo, mentre il tempo viene contato secondo un principio musicale.
È una pratica che richiama le proporzioni auree del Rinascimento, ma tradotta in una dimensione performativa e contemporanea.

La scelta del Palazzo della Cancelleria non è stata solo scenografica. Questo gioiello dell’architettura rinascimentale – con il suo cortile bramantesco che conserva intatto il fascino dell’Umanesimo – è diventato “partner silenzioso” dell’opera, come lo ha definito la curatrice. Le sale del piano terreno hanno ospitato i disegni di Karshan in un percorso scandito dalle parole dell’artista e dei maestri umanisti, e per l’inaugurazione sono stati aperti eccezionalmente al pubblico la Sala Vasari e il Salone Riario, luoghi solitamente inaccessibili.

Proprio qui, sotto quegli affreschi che hanno influenzato i cicli decorativi di Palazzo Vecchio a Firenze, la performance del Walked Drawing ha trasformato il pavimento in una partitura visiva e sonora. Il corpo dell’artista come strumento per disegnare lo spazio, i passi come linee, il respiro come guida delle direzioni. Un gesto che ha creato un ponte tra la storia secolare dell’edificio e la presenza viva dell’arte contemporanea.

Film still from | Movements and their Images by Candida Richardson
Film still from | Movements and their Images by Candida Richardson

Il 16 gennaio, pochi giorni prima della chiusura della mostra, la Sala Vasari ha ospitato un convegno di notevole spessore intellettuale. S.E. Marco Salvi, Vescovo di Civita Castellana, ha rievocato il Rinascimento tra la prospettiva del pittore Piero della Francesca e quella di un altro grande rappresentante dell’umanesimo come Luca Pacioli, religioso e matematico. Entrambi cultori di un’arte e di una cultura (e in generale di una concezione dell’uomo) che si basavano su armonia, equilibrio e proporzione aurea.

Alexis Nanavaty, del Courtauld Institute, ha tracciato suggestivi paralleli tra il lavoro di Linda Karshan e gli studi di Leonardo. Luca Caldironi, psichiatra e psicoanalista, ha esplorato il rapporto tra l’opera dell’artista, la psicodinamica e la sequenza di Fibonacci.
Un approccio multidisciplinare che ha reso evidente come il lavoro di Linda Kashan non sia semplicemente disegno astratto, ma un sistema complesso nel quale convergono arte, matematica, psicologia e filosofia.

De Humana Mensura di Linda Karshan_installation view ph. Valentina Sensi
De Humana Mensura di Linda Karshan_installation view ph. Valentina Sensi

De Humana Mensura ha ripercorso un filo che attraversa i secoli. Da Protagora, padre della sofistica greca e della tesi secondo cui “l’uomo è misura di tutte le cose”, all’Umanesimo rinascimentale che ha posto l’essere umano al centro del cosmo, fino ai valori del Giubileo della Speranza che invitano a un ascolto più profondo: non l’uomo come dominatore, ma l’uomo che cerca il suo posto dentro un ordine più grande. Le opere e le performance di Karshan incarnano un modo possibile di condurre questa ricerca, trasformando il gesto in forma e il movimento in architettura.
Un’esperienza che ha restituito all’arte la sua dimensione rituale e a Roma un incontro prezioso tra storia e contemporaneità, in uno dei suoi luoghi più straordinari.

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