Peeping Tom, Croniques e il circolo vizioso dell’umanità

Al Teatro Nuovo Giovanni da Udine nell’ambito della Stagione Contatto – CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia

ph Camille Leprince
ph Camille Leprince

Il genere umano è davvero destinato all’estinzione? E quanto siamo ormai vicini alla nostra auto-distruzione?

Sono questi gli interrogativi che restano uscendo dal teatro, insieme alla sensazione -più profonda- che la storia del genere umano non sia stata altro che una lunga, atavica ricerca di una via d’uscita dalla propria natura autodistruttiva. È ciò che lascia Croniques, ultimo lavoro della compagnia belga Peeping Tom. Fondata da Gabriela Carrizo e Franck Chartier nel 2000, Peeping Tom è tra le compagnie di teatro-danza più anticonformiste e visionarie della scena internazionale.

Cinque uomini sono come intrappolati in una sequenza di scene: i loro movimenti sono straordinari, nel senso proprio di “fuori dall’ordinario”. Subiscono scosse sismiche, rispondono a eventi meteorologici e a mutazioni, reagiscono – quasi – a repentini cambi di gravità o materia, rimbalzando come fatti di gomma sul pavimento scenico.

ph Virginia Rota
ph Virginia Rota

Dalla preistoria al medioevo, dalla religiosità popolare e magica fino ai viaggi nello spazio e all’edonismo moderno: lo spettacolo non racconta una storia nel senso tradizionale, ma costruisce una serie di scene che si inanellano tra loro come in un meccanismo chiuso e ripetitivo. Le scene, infatti, si richiamano e si trasformano ma non portano mai a un vero sviluppo e ogni tentativo di uscita viene subito riassorbito. Una metafora dell’assenza, nei millenni, di una reale evoluzione della specie. C’è anche la tecnologia, a un certo punto, che però sembra limitarsi a riprodurre gesti e movimenti umani (dei performer), incapace quindi di spezzare questo circolo vizioso.

E anche se sono disseminati diversi elementi ludici o stranianti, come l’entrata dei guerrieri nani conquistadores o il momento in cui un performer intona “I Can’t Stop Loving You” di Ray Charles, il riferimento al presente – e ai momenti bui che stiamo vivendo – emerge con chiarezza. Non in modo esplicito, ma come eco costante: nei corpi, nelle dinamiche, nelle tensioni.

A poco a poco prende forma l’idea di un’umanità bloccata in un loop, incapace di uscire da dinamiche che si ripetono identiche nel tempo: violenza, sopraffazione, paura del diverso, bisogno di creare rituali e cultura per darsi un ordine e un senso.

Allo stesso modo, è evidente l’assenza di qualsiasi concessione alla danza in senso più riconoscibile o armonico: il movimento resta sempre irregolare, disturbato, spesso portato al limite e, quando sembra diventare più fluido o leggibile, viene subito interrotto. È una scelta precisa: non offrire allo spettatore un momento di respiro o uno spazio di bellezza rassicurante.

ph Camille Leprince
ph Camille Leprince

Significativo è il lavoro visivo: le luci, precise, quasi oniriche, trasformano i corpi, li alterano, contribuendo a quella sensazione di slittamento tra reale e irreale. Le scenografie, enormi e suggestive, non fanno da semplice sfondo ma si aprono e partecipano attivamente alla costruzione di questo spazio chiuso, mutevole, che ingloba e condiziona i performer.

Quello che resta, quindi, alla fine, è una sensazione ancora più radicale: siamo dentro un ciclo che non sappiamo più spezzare. Siamo intrappolati, forse destinati. Croniques sembra suggerire che questo continuo ripetersi del comportamento umano possa portarci fino a un esito estremo. Forse inevitabile. Forse proprio l’estinzione.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Danzatori/Performer
Coreografia
Allestimento scenotecnico
Musica
Pubblico
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peeping-tom-croniques-e-il-circolo-vizioso-dellumanitaChroniques <br>Direzione: Gabriela Carrizo, in co-realizzazione con Raphaëlle Latini, creazione e interpretazione Simon Bus, Seungwoo Park, Charlie Skuy, Boston Gallacher, Balder Hansen <br>Scene/luciscenografia: Amber Vandenhoeck; assistente scenografia Edith Vandenhoeck <br>luci Bram Geldhof <br>Produzione: Peeping Tom <br>Théâtre National de Nice – CDN Nice Côte d’Azur in coproduzione con Extra Pôle Provence-Alpes-Côte d'Azur*, Festival d’Avignon, Festival de Marseille, Théâtre National de Nice -CDN Nice Côte d'Azur, Théâtre National de Marseille La Criée - CDN, Les Théâtres Aix-Marseille, anthéa- Antipolis Théâtre d’Antibes, Châteauvallon-Liberté - SN et la Friche la Belle de Mai – Théâtre Les Salins SN Martigues, KVS – Koninklijke Vlaamse Schouwburg Brussels, Tanz Köln Cologne Festival Aperto/Fondazione I Teatri in Reggio Emilia, Teatre Nacional de Catalunya Barcelona, Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale Torino, Le Vilar Louvain-la-Neuve, Centro Danza Matadero Madrid, FOG Triennale Milano Performing Arts festival, La Villette Paris, schrit_tmacher Nederland | PLT, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg et Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale <br>Piattaforma di produzione sostenuta dalla Regione Sud (PACA), sotto l'egida di La Friche la Belle de Mai <br>Chroniques è prodotto con il sostegno del programma Tax Shelter del Governo federale belga

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