Home Teatro Il posto di un primo amore

Il posto di un primo amore

Primo Amore di Letizia Russo: Fabio Mascagni in scena tra memoria e desiderio, prima nazionale al Materia Prima Festival

Primo Amore ph Leonardo Bocci

C’è un uomo di spalle, seduto al bancone. Quando si entra, è già lì. Non guarda, non accoglie, non segnala un inizio. Il pubblico si dispone attorno, a pochi centimetri, fino a stringerlo in uno spazio troppo vicino per restare neutro. Il bar delle Baracche Verdi, all’Isolotto, non si trasforma: resta quello che è, ma saturo di corpi. Anche il nostro, in qualche modo, deve adattarsi.

Presentato in prima nazionale al Materia Prima Festival, Primo Amore trova qui la sua intuizione più precisa. La prossimità non è un effetto: è una condizione.

Lo spettatore non resta esterno, ma condivide lo spazio, respira la stessa aria dell’attore, intercetta gli sguardi anche quando non sono rivolti direttamente a lui. Questo dispositivo semplice regge gran parte del lavoro, esponendo l’attore e, allo stesso tempo, trattenendolo, senza possibilità di distanza.

Primo Amore ph Leonardo Bocci
Primo Amore ph Leonardo Bocci

La drammaturgia di Letizia Russo segue un ritorno: un uomo rientra nel paese d’origine e, sedendosi a un bar, si trova davanti a una presenza che riapre il passato. La memoria procede per frammenti e ricompone una storia – un incontro, un legame, una scoperta, una rottura – ma ciò che emerge è soprattutto un nodo privato.

Qui il lavoro tocca un punto più scoperto. Il ritorno non è solo ai luoghi, ma a un tempo in cui il desiderio non aveva ancora un nome stabile. L’incontro con l’altro (l’amico, il primo amore) porta con sé qualcosa di intimo e insieme violento, segnato da una rottura improvvisa.
Non è solo ciò che è accaduto a riemergere, ma ciò che non è stato possibile vivere fino in fondo. Nel presente, tutto questo non si ricompone: rimane come un punto opaco, una pressione silenziosa che non si scioglie.

Fabio Mascagni affronta questo materiale con precisione, mantenendo una presenza controllata e coerente. La partenza resta trattenuta; poi qualcosa si allenta.

Primo Amore ph Leonardo Bocci

È nella scrittura che il lavoro mostra i suoi punti più incerti. Il testo resta vicino alla narrazione e fatica a trasformarsi in azione scenica. Il ritmo segue una linea continua, senza forzare svolte. Il desiderio e la perdita affiorano in scena, ma rimangono trattenuti nel tempo breve della performance. Il bar resta sullo sfondo, presenza discreta, più che spazio attivo.

Primo Amore si muove così dentro una misura coerente ma ancora in divenire. La direzione è chiara, l’intuizione c’è, ma la materia ha bisogno di tempo per trovare una forma più incisiva.

Resta quell’immagine iniziale: un uomo al bancone, di spalle. E il passato che prende posto, senza chiedere.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Exit mobile version
X