Home Teatro Dimanche. Liturgia del collasso

Dimanche. Liturgia del collasso

Focus e Chaliwaté compongono l’imperturbabilità domestica davanti alla catastrofe

Dimanche © Mihaela Bodlovic

La fine del mondo arriva di domenica. Non con un’esplosione, ma con un pranzo da apparecchiare. Il giorno del riposo e della ritualità domestica si trasforma in un esercizio ostinato di rimozione: mentre il clima collassa, una famiglia si siede a tavola e continua come se nulla stesse accadendo. È in questa frattura, tra quiete evocata e apocalisse imminente, che Dimanche, scritto e diretto da Julie Tenret, Sicaire Durieux e Sandrine Heyraud, con la drammaturgia di Alana Osbourne, trova la sua traiettoria più lucida. Le compagnie belghe Focus e Chaliwaté, vincitrici dei Premi Maeterlinck per miglior spettacolo e creazione artistica/tecnica, portano al Teatro Fabbricone di Prato un lavoro di teatro visuale che coniuga invenzione e rigore.

Dimanche è una macchina scenica implacabile, che diverte senza alleggerire e costruisce, per immagini, una riflessione nitida sul cambiamento climatico. La struttura procede per quadri autonomi, legati dall’incombere dei cataclismi: scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei mari, temperature estreme. Non c’è progressione psicologica, ma una pressione costante che si accumula scena dopo scena.

Dimanche © L'Entracte, Sablé-sur-Sarthe
Dimanche © L’Entracte, Sablé-sur-Sarthe

L’apertura è già dichiarazione di poetica. Un piccolo furgone attraversa un plastico bianco che evoca il Nord; gli attori lo muovono a vista. Poi il modellino cresce e, con uno scarto di scala repentino, i performer appaiono “dentro” il mezzo: uno alla guida, una ai tergicristalli, un’altra allo specchietto retrovisore. Il dispositivo è esibito, ma l’illusione resta intatta. L’artigianato teatrale non nasconde i meccanismi: li trasforma in linguaggio.

Il furgone trasporta una troupe di reporter naturalisti diretti a documentare lo scioglimento dei ghiacciai. Il ghiaccio cede, il cameraman precipita. Sullo schermo compare la ripresa che la sua telecamera continua a registrare mentre affonda. Il video non amplia soltanto lo spazio scenico: lo duplica, lo mette in crisi, lo espone alla propria fragilità.

Il dispositivo è plurilinguistico e calibrato con misura: teatro fisico, mimo, figura, immagini video che non illustrano ma controbilanciano l’azione. Non c’è parola, ma una drammaturgia visiva precisa, costruita per contrasti.

Dimanche © Mihaela Bodlovic

Tra le sequenze più riuscite ci sono l’orso sulla banchisa, esempio di teatro di figura che unisce tenerezza e minaccia, e l’interno domestico in un paese divenuto rovente, dove le gambe del tavolo e delle sedie si deformano sotto il calore mentre un vento violento invade la stanza. La famiglia resta seduta intenta a pranzare. Non oppone resistenza. Integra l’evento estremo nella liturgia domenicale. L’apocalisse diventa coreografia dell’indifferenza.

L’umorismo è trattenuto, mai marcato. Gli attori mantengono una neutralità controllata, quasi british, che amplifica l’assurdo senza trasformarlo in caricatura. L’eccesso è affidato agli eventi, non all’interpretazione. Ne emerge un surrealismo asciutto, che non cerca l’effetto ma lascia sedimentare lo scarto.

Dimanche © Mihaela Bodlovic

L’immagine conclusiva condensa l’intero percorso: un sopravvissuto rema in canoa sopra una città sommersa. Sullo schermo affiorano le cime dei palazzi inghiottiti dall’acqua. La batteria della telecamera si esaurisce. L’inquadratura si spegne. Nessuna enfasi, nessuna catarsi. Anche la fine si consuma come un’interruzione tecnica.

Dimanche costruisce così il ritratto di un’umanità che difende le proprie abitudini più di quanto difenda il mondo che le rende possibili. Al Fabbricone gli applausi sono convinti, ma ciò che resta è soprattutto un’inquietudine misurata, che non si scioglie con il buio in sala.
Una domenica che non consola. Resta apparecchiata, mentre intorno l’acqua sale.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Drammaturgia
Attori
Allestimento scenotecnico
Pubblico
Articolo precedenteGabriele Lavia torna al teatro Argentina con “Lungo viaggio verso la notte”
dimanche-liturgia-del-collassoDimanche <br>scritto e diretto da Julie Tenret, Sicaire Durieux, Sandrine Heyraud <br>con Julie Tenret, Sicaire Durieux, Sandrine Heyraud o Thomas Dechaufour, Shantala Pèpe, Christine Heyraud, Julie Dacquin o Sophie Leso <br>drammaturgia Alana Osbourne <br>scenografia Zoé Tenret <br>allestimento scenico Zoé Tenret, Bruno Mortaignie (LS Diffusion), Sébastien Boucherit <br>e Sebastien Munck <br>marionette create da Waw ! Studios / Joachim Jannin e Jean-Raymond Brassinne <br>assistenti creatori delle marionette Emmanuel Chessa, Aurélie Deloche e Gaëlle Marras <br>luci Guillaume Toussaint Fromentin <br>suono Brice Cannavo <br>video Tristan Galand <br>primo assistente camera Alexandre Cabanne <br>caposquadra macchinisti Hatuey Suarez <br>riprese subacquee Alexandra Brixy <br>riprese televisive Tom Gineyts <br>post-produzione video Paul Jadoul <br>costruzione del set video Zoé Tenret e Sébastien Munck <br>sonorizzazione video Jeff Levillain (Studio Chocolat-noisette) e Roland Voglaire (Studio Boxon) <br>costumi Fanny Boizard <br>direzione generale del palcoscenico Léonard Clarys <br>direzione di scena Leonard Clarys, Isabelle Derr, Hugues Girard, Nicolas Ghion, David Alonso Morillo, Charlotte Persoons o Lian Van De Putte <br>uno spettacolo delle compagnie Focus e Chaliwaté <br>in coproduzione con il Théâtre Les Tanneurs, il Théâtre de Namur, la Maison de la Culture de Tournai/Maison de la création, le Sablier - Ifs (FR), Arts and Ideas New Haven (USA), Adelaide Festival (Australia), Auckland Arts Festival (Nuova Zelanda), Théâtre Victor Hugo de Bagneux, Scène des Arts du Geste / EPT Vallée Sud Grand Paris e La Coop asbl <br>con il sostegno di Fédération Wallonie-Bruxelles - Service du Cirque, des Arts Forains et de la Rue et de la Loterie Nationale, di Wallonie Bruxelles International (WBI), della Bourse du CAPT, della Commission Communautaire Française, di Shelterprod, di Taxshelter.be, ING e del Governo Federale Belga Tax-Shelter <br>con il supporto di Escale du Nord – Centre Culturel d’Anderlecht, Centre de la Marionnette de Tournai, La Roseraie, Latitude 50 - Pôle des Arts du Cirque et de la Rue, Espace Catastrophe, Centre Culturel Jacques Franck, Maison de la Culture Famenne-Ardennes, Centre Culturel d’Eupen, La Vénerie, Centre Culturel de Braine l’Alleud, Royal Festival de Spa, Théâtre Marni, Escaut, Bronks, AD LIB Diffusion, AD LIB Production: Résidences au Libitum, LookIN’out e il Festival XS

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Exit mobile version
X