
Dopo un ricco e gratificante 2026, tra un album live, il tour “Extraterreste” ed un nuovo romanzo (“La felicità è un duro lavoro”), Gio Evan è approdato ad Assisi dove, il 25 e 26 Luglio, si è tenuta la quinta edizione di Evanland, un festival interamente all’aperto ed unico nel panorama degli eventi estivi italiani, dedicato all’evoluzione personale e pensato per chi desidera esplorare e approfondire il proprio percorso di crescita.
Frutto della geniale intuizione di questo straordinario artista (che va oltre all’essere scrittore, poeta, cantautore) e del suo instancabile ed insostituibile amico/manager Bruce Labbruzzo, il festival prende vita con l’intento di offrire un punto di riferimento per chi sente l’esigenza di fermarsi, riconnettersi e condividere. Inizialmente definito come “raduno dei buoni” o “terza pace mondiale”, si è poi evoluto in un incontro aperto a persone che vibrano sulla stessa frequenza, quella del sorriso, della sensibilità, della gentilezza e della crescita interiore, diventando il festival dello “stare bene” insieme.
La prima edizione ha avuto luogo nel 2022 a Milano, ma dal 2024 la scelta ricade su Assisi, luogo altamente simbolico che ne rafforza il legame con la spiritualità e l’introspezione. Ecco allora che la Rocca Maggiore diventa un “parco giochi spirituale” dove recuperare energia e dove è possibile immergersi nell’arte, nella cultura e nella musica, creando uno spazio di connessione non soltanto con gli altri, ma anche con se stessi e trasformando le esperienze dei partecipanti in momenti di magia e bellezza condivisa.

Ad un evento estivo, di solito ci si aspetta un po’ di superficialità perché ci si vuol divertire, ma Evanland ogni volta riesce ad aggregare un “fiume” di gente che non cerca il divertimento fine a sé stesso, perché vuole qualcosa di più, è alla ricerca di senso più che di sensazioni e non vuole “consumare” un evento, ma preferisce “abitarlo”.
Se ogni luogo ha una storia dentro, Evanland è il luogo perfetto. Perché ha infinite ed incredibili storie dentro. Non ci chiede semplicemente di assistere a “qualcosa”, ci invita a mettersi in gioco, a rimanere umani, a guarire insieme, a lasciar andare con gratitudine e fare spazio per creare nuovi luoghi interiori. E Gio Evan ci aiuta a farlo, anche divertendoci (da bravo giocoliere delle parole qual è), con la sua straordinaria capacità di parlare di fragilità e spiritualità, senza perdere leggerezza ed ironia, generando sempre energia e complicità.
Evanland è un luogo di incontro genuino tra persone che hanno modo di vivere esperienze positive, in una atmosfera di unione, attraverso le attività proposte, creando consapevolezza, abbracci e connessione, come succede spontaneamente tra amici di lunga data, e riscoprendo l’importanza dell’insieme e dell’accanto, la cura degli sguardi, l’armonia dei sorrisi. E’ un luogo “pacifico” per persone affini.

Proprio per questo non è un semplice festival, ma un viaggio da fare insieme, perché non si propone soltanto come un evento, ma come uno spazio dove la tenerezza è accolta, la consapevolezza è coltivata e la connessione diventa esperienza concreta, e dove centinaia di anime belle si trovano per vivere momenti di condivisione, in un clima di puro e sano rispetto, in nome di ideali comuni, della bellezza e della conoscenza.
Essendo anche un punto d’incontro per artisti, scrittori, filosofi, ricercatori, maestri spirituali, poeti (che però, e per fortuna, non salgono mai in cattedra), Evanland diventa uno “spazio” aperto, dove sono proposti workshop, laboratori, spettacoli e pratiche di crescita personale, tutti con un denominatore comune (e quanto mai difficile): esercitarsi a rimanere nel presente, per capire meglio quello che abbiamo intorno e dentro di noi, a rallentare e a vivere la propria vulnerabilità.
Il programma, anche quest’anno, si è rivelato molto ricco di attività: meditazioni, spettacoli circensi, giochi in legno, esplorazioni astrali, costellazioni familiari, mercatino etico e momenti che hanno riscontrato grande entusiasmo e partecipazione, come la cerimonia del cacao e lo yoga mattutino tenutosi nella giornata di domenica. Seguitissimi gli incontri ed i workshop con Alba Luna Francini, Virginia Micheli, Thomas Torelli, Irene Menis, Davide Cannella.

E poi tanta musica, con la presenza di ospiti eccezionali: molto apprezzate le esibizioni di Cisco e degli ex Modena City Ramblers (sabato), di Valerio Lundini e i Vazzanikki (domenica). Senza dimenticare il duo dei Vibrant Kundalini, uno dei pilastri storici e più amati di Evanland, che hanno gestito due ampi spazi pomeridiani prima dei concerti serali, unendo la meditazione guidata e la terapia del suono con l’uso dei tamburi e dei canti mantra.
Ovviamente il concerto finale di Gio Evan ha rappresentato il culmine live di ciascuna giornata sul palco principale; accompagnato da una band di tutto rispetto, composta da Sergio Tentella, Giacomo Oro, Daniele Sciolla, Michele Mazzocchi e Stefano Cenci, anche stavolta non ci ha regalato una pura e semplice esibizione musicale, ma un non-concerto narrativo ed intimo, uno spettacolo interattivo di musica, parole e riflessioni con il pubblico. Un pubblico eterogeneo e di tutte le età, non propriamente quello classico da concerto pop, perché l’approccio con Gio Evan è sempre intimo e quasi spirituale, e si vive in un’atmosfera magnetica, leggera e priva di filtri. Un approccio raro, ma prezioso e necessario per i tempi che stiamo vivendo.
Mettere in piedi un evento del genere e gestire tutto nei minimi dettagli, è davvero impegnativo e farlo, non soltanto con professionalità, ma anche con grande “amore”, è qualcosa di unico ed ammirevole. Che dire se non “bravi, bravi davvero”? Quindi, grazie davvero a chi lo ha organizzato, grazie a Bruce, alla band ed a tutto lo staff, e grazie a tutte le belle anime che hanno partecipato. Ma soprattutto grazie a Gio Evan, dispensatore di gentilezza ed abbracci, che ancora una volta ci ha insegnato a “praticare l’affianco e riparare l’accanto”.
E si torna a casa con il cuore più buono.














