LA DONNA PIU’ RICCA DEL MONDO
“La donna più ricca del mondo” è stato presentato come film di apertura alla sedicesima edizione di “Rendez -Vous – Festival del Nuovo Cinema Francese”, (Cinema Nuovo Sacher di Roma dal 7 all’11 aprile), alla presenza del regista Thierry Klifa e delle attrici Isabelle Huppert e Marina Foïs. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2025, il film è scritto e diretto dal regista francese Thierry Klifa e vede protagonista la star Isabelle Huppert, icona assoluta del cinema internazionale, insieme a Laurent Lafitte, che per questo ruolo è stato insignito del Premio César 2026 come Miglior Attore.
“La donna più ricca del mondo” si ispira liberamente al cosiddetto “affaire Bettencourt”, scandalo esploso in Francia tra il 2009 e il 2010 attorno all’ereditiera del celebre marchio L’Oréal, accusata di essere stata manipolata e spinta a elargire ingenti somme a persone del suo entourage. Nel film, tuttavia, la cronaca lascia spazio alla dimensione del dramma umano: Klifa costruisce un racconto che attraversa i temi del potere, della fragilità, della lealtà e del tradimento, restituendo il ritratto di una donna sospesa tra solitudine e controllo, tra affetti autentici e interessi inconfessabili. L’elegante messa in scena, ambientata tra sontuose dimore private e uffici dove si decidono destini economici e politici, si accompagna a una regia che alterna intimità e tensione, scavando nelle dinamiche familiari e nei meccanismi dell’influenza.
«Ho iniziato a seguire il caso non appena è balzato agli onori della cronaca» – ha dichiarato il regista Thierry Klifa – «Ma al di là della frenesia mediatica, ho sentito subito il bisogno di capire cosa si stesse consumando, sia a livello personale che su un piano più ampio e universale. Ho letto e fatto ricerche, cercando di andare oltre la copertura dei media per scoprire cosa ci fosse realmente in gioco. Ciò che ho trovato è stata una storia complessa e profondamente umana. Una saga famigliare commovente, piena di segreti e di una storia sepolta, ambientata in un contesto ancora in gran parte inesplorato in Francia: quello delle potenti famiglie industriali, la cui influenza, in alcuni casi, è stata costruita nell’ombra – in particolare attraverso la collaborazione durante la guerra. È allora che ho capito che avrei potuto attingere a questo materiale per creare qualcosa di nuovo. Non per raccontare di nuovo un fatto di cronaca sensazionalistico, ma per dare vita a una narrazione finzionale e universale».
IL CASO 137

Esce al cinema il 16 aprile “Il caso 137” (titolo originale “Dossier 137”), il nuovo film di Dominik Moll presentato in concorso a Cannes e interpretato da una straordinaria Léa Drucker, vincitrice del César come Miglior attrice. Thriller di grande impatto, ma anche incalzante film di denuncia, “Il caso 137 si ispira a fatti reali per raccontare le ombre del potere e la battaglia quotidiana che una donna compie in nome della giustizia. La storia. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si trova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce che il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi sceglierà di andare fino in fondo.
“Il funzionamento dell’IGPN, “la polizia della polizia” mi incuriosisce da molto tempo”, dichiara il regista. “Essendo agenti che indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda. Sono spesso disprezzati e talvolta odiati dai loro colleghi, nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a livello narrativo: come ci si trova a essere nel mezzo di un simile fuoco incrociato? Inoltre, raccontare un caso legato alle drammatiche proteste del 2018 mi ha permesso di dare corpo ad alcuni dei problemi che mettono a dura prova da anni la società francese: il divario tra Parigi e il resto del paese, il senso di abbandono della provincia, le sempre più profonde disuguaglianze sociali. E sono problemi che naturalmente non riguardano solo la Francia.
Nel cast anche Jonathan Turnbull, Guslagie Malanda.
Durata: 1h55min.
LOS DOMINGOS
Los Domingos, il nuovo film diretto da Alauda Ruiz de Azúa, è stato già presentato al Festival di San Sebastian, dove ha vinto il Golden Shell Award, e ad Alice nella Città nel 2025. Rivelazione dell’anno, Los Domingos è stato candidato a ben 13 premi Goya e ne ha vinti cinque: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attrice Non Protagonista. La storia. Ainara è una brillante e idealista diciassettenne che deve decidere cosa studiare all’università. O, almeno, questo è ciò che la sua famiglia si aspetta da lei. Tuttavia, la ragazza afferma di sentirsi sempre più vicina a Dio e sta pensando di abbracciare la vita di suora di clausura. La notizia coglie di sorpresa tutta la famiglia, causando una frattura e mettendo tutti alla prova.
Nel cast anche Miguel Garcés, Patricia López Arnaiz.
Durata: 1h58min.
FINALE: ALLEGRO
Presentato in anteprima in concorso nella sezione “Per il Cinema Italiano” della 17ma edizione del Bif&st – Bari International Film&Tv Festival il film Finale: Allegro, diretto da Emanuela Piovano con protagonista Barbara Bouchet. Nel cast anche Anna Bonasso, Luigi Diberti, Nutsa Khubulava, Luca Chikovani, Diego Casalis, Frida Bollani Magoni.
Liberamente ispirato al romanzo “L’età ridicola” di Margherita Giacobino (Mondadori). Scritto da Emanuela Piovano con collaborazioni alla sceneggiatura di Cristina Borsatti, Céline Gailleurd, Olivier Bohler, “Finale: Allegro” è un film che attraversa l’amore, la perdita, la memoria e il corpo, tenendo lo sguardo aperto sulla libertà e sulla vulnerabilità. La storia. Karina ha avuto successo, amori difficili e una vita intensa. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta. Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio. Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scopre che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
Durata: 113 min.
ALLA FESTA DELLA RIVOLUZIONE
“Alla Festa della Rivoluzione” di Arnaldo Catinari con Valentina Romani, Nicolas Maupas, Maurizio Lombardi, Darko Peric e con Riccardo Scamarcio (dopo la sua anteprima alla Festa di Roma) e liberamente ispirato all’opera letteraria “Alla Festa della Rivoluzione” di Claudia Salaris, arriva nelle sale italiane il 16 aprile.
La storia. 1919. Nell’incandescente clima politico che precede il fascismo, Beatrice, una determinata spia al servizio della Russia, è a Fiume il giorno in cui il vate ed eroe di guerra Gabriele D’Annunzio dà il via alla sua rivoluzione visionaria. Ma proprio durante la festa d’insediamento si trova coinvolta in un attentato alla vita del Poeta-Guerriero. Scoprire quali sono i nemici della rivoluzione è di prioritaria importanza: per Beatrice che è lì per proteggere D’Annunzio, per Pietro, il capo dei servizi segreti italiani combattuto tra dovere e ideali, e per Giulio, un medico, disertore della Grande Guerra, vicino agli ambienti anarchici. Sullo sfondo di una rivoluzione che intende cambiare il mondo, le vite di Beatrice, Pietro e Giulio si intrecciano rivelando una realtà in cui intrighi politici, amori impossibili e vendette private collideranno finendo per modellare non solo il loro destino ma anche quello di Fiume, di D’Annunzio e dell’Italia, che all’alba degli anni 20 si trova ad un bivio cruciale tra dittatura e rivoluzione.
«Tra l’oscurità della Prima Guerra Mondiale e il nero pece del nascente fascismo, ci fu un breve momento in cui tutto sembrava possibile. Gabriele D’Annunzio, il poeta-guerriero, prese con la forza dell’arte e della poesia la città di Fiume, creando un atto futurista che chiamò a raccolta artisti, idealisti e reduci in un magnifico crogiolo di libertà. In questa utopia, l’omosessualità era ammessa, l’uso di droghe era comune, uomini e donne erano considerati alla pari e una costituzione avveniristica metteva al centro l’uomo e l’arte. Una sorta di mondo alla rovescia che attirava l’attenzione da tutto il mondo, dalla Russia di Lenin al nascente fascismo, fino ai timori di Giolitti e degli alleati che temevano che la Rivoluzione uscisse dai confini di Fiume. In questo contesto storico unico si svolge la storia di “Alla Festa della Rivoluzione”, una vicenda di vendetta, redenzione e amore che vuole essere un film popolare, avvincente e intrigante». Arnaldo Catinari
Fanno parte del cast anche Daniele Paoloni, Luca Tanganelli, Susanna Acchiardi, Tim Daish, Giuseppe Gaiani, Julien Bouanich.
Regia Arnaldo Catinari Soggetto e sceneggiatura Silvio Muccino e Arnaldo Catinari.
Durata: 98 min.