“CHOPIN, NOTTURNO A PARIGI”
Il film “Chopin, Notturno a Parigi”, diretto da Michał Kwieciński e interpretato da Eryk Kulm, che ha eseguito personalmente tutte le opere presenti nel film, “Chopin, Notturno a Parigi” mostra un lato del leggendario compositore polacco che non si trova nei libri di storia: quello di un dandy amante del divertimento, celebre per il suo senso dell’umorismo, di un virtuoso del pianoforte e di un uomo affascinante che, nonostante la malattia, ha goduto della vita fino all’ultimo respiro.
Il film dipinge un vero e proprio affresco epico che ci trasporta nella Parigi del XIX secolo, quando Fryderyk Chopin ha 25 anni ed era uno dei favoriti dell’aristocrazia francese, mettendo in scena un viaggio affascinante in un tempo in cui musica, amore e ribellione andavano di pari passo.
“Chopin, Notturno a Parigi” mostra così un nuovo volto del musicista: un giovane innamorato della vita, che però nasconde una profonda malinconia dietro una maschera di ironia brillante. L’enfant terrible del suo tempo, dandy, ribelle, outsider seducente, che ha speso gran parte delle sue energie per essere amato e popolare, fino a comprendere, alla fine della sua vita, che l’unica cosa che conta davvero è la musica.
Durata: 133 min.
“CIME TEMPESTOSE”

Un’audace e originale reinterpretazione di una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, “Cime tempestose” di Emerald Fennell vede protagonisti Margot Robbie nel ruolo di Cathy e Jacob Elordi in quello di Heathcliff. La loro passione proibita si trasforma da sentimento romantico a ossessione travolgente, in un’epica storia di desiderio, amore e follia.
Durata: 2h16min.
“MISSIONE SHELTER”
Un film di Ric Roman Waugh, con Jason Statham, Bodhi Rae Breathnach, Naomi Ackie e Bill Nighy.
Mason è un uomo solitario e schivo che vive su una remota isola costiera. Quando salva una giovane ragazza da una tempesta mortale, è costretto a uscire dall’isolamento che si è imposto. Quel gesto li trascina in una spirale di azione e pericolo, in cui Mason deve affrontare un passato violento e irrisolto mentre lotta per proteggerla. Ne nasce un viaggio teso e implacabile, dove la sopravvivenza diventa una prova e la redenzione ha un prezzo.
Durata: 107 min.
“L’ISOLA DEI RICORDI”
un film di Hark Bohm realizzato da Fatih Akin.
Con Jasper Billerbeck, Laura Tonke, Lisa Hagmeister, Kian Köppke, Lars Jessen, Detlev Buck, Jan Georg Schütte e con la partecipazione straordinaria di Matthias Schweighöfer e con Diane Kruger
Negli ultimi, difficili, giorni della Seconda Guerra Mondiale, sull’isola tedesca di Amrum, il dodicenne Nanning intraprende un commovente e coraggioso percorso di crescita per aiutare la madre. Tra le onde, la sabbia e il silenzio, la sua infanzia si intreccia con la durezza del dopoguerra e con la fragile bellezza di un’umanità che tenta di sopravvivere. Ma la fine del conflitto porta con sé un’ombra inattesa, che costringerà Nanning a guardare oltre l’orizzonte dell’innocenza.
Durata 93min.
“LA MATTINA SCRIVO”
“Finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non garantisce la ricchezza“. Accolto trionfalmente all’ultima Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il premio per la Miglior sceneggiatura, esce al cinema il 5 marzo “La mattina scrivo” (À pied d’œuvre), il nuovo film di Valérie Donzelli, con uno straordinario Bastien Bouillon. Nel cast anche André Marcon e Virginie Ledoyen.
Tratto dal libro di Franck Courtès (edito in Italia da Playground), racconta la storia vera di un uomo che abbandona tutto per dedicarsi alla scrittura, scoprendo la precarietà e la povertà e pagando il prezzo più alto per essere libero.
“La mattina scrivo è il ritratto di un uomo che si lascia alle spalle una vita agiata per dedicarsi alla scrittura, scivolando infine nella precarietà” dichiara la regista. “Questa scelta radicale e profondamente personale mi ha molto toccata. Volevo rimanere fedele all’onestà del suo percorso, alla sua semplicità e disciplina. Questo film si interroga sul valore che diamo a una vita guidata da una passione silenziosa, poco spettacolare, ma inarrestabile: il bisogno di creare, qualunque cosa accada“.
La storia.
Paul ha quarant’anni e ha lasciato il suo lavoro per inseguire la vocazione di scrittore. Quando i risparmi finiscono, è costretto a iscriversi a una piattaforma di lavori occasionali, passando le giornate a svuotare cantine e falciare erba per pochi euro. Mentre lotta per trovare il tempo e la forza di scrivere, si scontra con i pregiudizi della società e della sua famiglia, che vede la sua scelta come un fallimento. Ma, tra sacrifici e rinunce, Paul riuscirà a trovare l’ispirazione e a scoprire il valore del proprio tempo.
Durata: 1h32
“IL FILO DEL RICATTO – DEAD MAN’S WIRE”
Dopo il grande successo di critica e di pubblico alla scorsa Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia dove è stato presentato Fuori Concorso, Gus Van Sant torna al cinema con il suo nuovo film “Il filo del ricatto – Dead man’s wire”– da una sceneggiatura di Austin Kolodney, interpretato da Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Cary Elwes, Myha’la, con Colman Domingo e Al Pacino.
Il film è tratto da un episodio di cronaca realmente accaduto nel 1977, un sequestro con ostaggio le cui trattative – trasmesse in diretta tv – hanno tenuto con il fiato sospeso gli americani per 63 ore.
La storia.
La mattina dell’8 febbraio 1977 Anthony G. “Tony” Kiritsis (Bill Skarsgård) entra nell’ufficio di M. L. Hall (Al Pacino), presidente della Meridian Mortgage Company) e prende in ostaggio il figlio Richard (Dacre Montgomery). Tony gli punta alla testa un fucile a canne mozze con una particolarità: collegato al grilletto c’è un dispositivo che, stretto al collo come un cappio, se sfiorato, ucciderà all’istante l’ostaggio. Le richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e soprattutto scuse personali…
Con le musiche originali di Denny Elfaman e una colonna sonora di brani indimenticabili destinata a essere ascoltata all’infinito, il ruolo della musica è centrale nel film, a partire dal rapporto che s’instaura tra il protagonista Tony e lo speaker radiofonico Fred Temple (Colman Domingo). Fred è l’unica persona con cui Tony è disposto a parlare durante il sequestro e nella versione italiana de “Il filo del ricatto – Dead man’s wire” avrà la voce del cantautore Mario Biondi.
Durata: 1h45min.
“MIROIRS NO. 3 – IL MISTERO DI LAURA”
Un film di Christian Petzold
Con Paula Beer, Barbara Auer, Matthias Brandt, Enno Trebs.
Durante una gita in campagna, Laura, giovane studentessa a Berlino, sopravvive miracolosamente a un incidente stradale nel quale perde la vita il suo compagno. Profondamente scossa ma fisicamente illesa, viene accolta da Betty, una donna che ha assistito all’incidente e che le offre rifugio nella propria casa. Un po’ alla volta, anche il marito separato di Betty e il figlio accettano la presenza di Laura, dando vita a un equilibrio fragile e quasi familiare. Ma sotto questa apparente quiete, il passato di ciascun personaggio riaffiora, costringendo Laura a confrontarsi con la propria identità e con il dolore rimosso.
Durata: 1h 26min
“NOUVELLE VAGUE”
Non si tratta di rifare “Fino all’ultimo respiro”, ma di guardarlo da un’altra prospettiva.
Voglio tuffarmi nel 1959 con la mia macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera.
Voglio frequentare la gente della Nouvelle Vague.
Ho detto a tutti gli attori: “Non state girando un film in costume.
State vivendo quel momento preciso.
Godard è un critico famoso, ma è alla sua prima regia.
Vi state divertendo a girare con lui, ma vi chiedete anche
se questo film arriverà mai sugli schermi …”. Richard Linklater
Questa è la storia di Godard nel momento in cui gira “Fino all’ultimo respiro”, raccontata nello stile e nello spirito con cui Godard ha realizzato “Fino all’ultimo respiro”.
Nel cast Zoey Deutch nel ruolo di Jean Seberg, Guillame Marbeck come Jean-Luc Godard, e Aubry Dullin nei panni di Jean-Paul Belmondo.
Durata: 1h46min.
“LA SIGNORA DELLE LINEE”
Lady Nazca – La signora delle linee, diretto da Damien Dorsaz e ispirato alla straordinaria storia vera di Maria Reiche, matematica, archeologa e traduttrice tedesca – naturalizzata peruviana – che ha dedicato tutta la sua vita allo studio e alla salvaguardia delle misteriose Linee di Nazca, uno dei più grandi enigmi archeologici della storia dell’umanità.
Interpretata da Devrim Lingnau, Maria Reiche è una donna fuori dal suo tempo: visionaria, solitaria, determinata. Accanto a lei, Olivia Ross e Guillaume Gallienne, in un racconto che intreccia passione scientifica, ricerca spirituale e desiderio di libertà.
All’alba della Seconda Guerra Mondiale, Maria fugge dalla Germania, lasciandosi alle spalle il suo passato, e si rifugia in Perù. Lì, si trova ad affrontare una realtà difficile, cercando di adattarsi a una società chiusa e conservatrice, per proteggere il legame con la sua compagna Amy. La sua vera vocazione nella vita emerge solo quando, durante un’esplorazione nel deserto di Nazca, Maria si imbatte in qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza: delle misteriose linee e figure gigantesche tracciate nel terreno con precisione matematica, un enigma che cattura immediatamente la sua mente e il suo cuore.
Nonostante l’ostilità e l’indifferenza di molti, Maria decide di dedicarsi completamente alla misurazione, alla mappatura e alla protezione dei misteriosi geoglifi. Giorno dopo giorno, in condizioni estreme, studia e documenta centinaia di queste figure, spinta dalla passione e dal voler portare a compimento la missione scientifica e umana: svelare il significato delle linee e preservarle dall’incuria umana di quei tempi. Nel silenzio del deserto, Maria troverà il suo posto nel mondo. Grazie alla sua instancabile opera, le Linee di Nazca sono state prima dichiarate luogo protetto dal governo Peruviano e poi nel 1994 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, consacrando il lavoro di una donna che ha cambiato per sempre la storia dell’archeologia.
Durata: 1h39min.
“MIO FRATELLO E’ UN VICHINGO”
Scritto e diretto dal regista danese Anders Thomas Jensen (Le mele di Adamo), il film “Mio fratello è un vichingo” vede protagonista Mads Mikkelsen (Un altro giro, la serie Hannibal) accanto a Nikolaj Lie Kaas (Frankenstein di Guillermo del Toro), interpreti di una dark comedy davvero sorprendente.
Ironico, spiazzante, profondo e commovente, “Mio fratello è un vichingo – The Last Viking” è un viaggio tra identità, memoria e legami di sangue.
La storia. Anker esce di prigione dopo quindici anni per una rapina il cui bottino è stato sepolto dal fratello Manfred. Il problema? Manfred soffre di un disturbo della personalità ed è convinto di essere nientemeno che John Lennon. I due fratelli intraprendono così un viaggio imprevedibile alla ricerca del denaro – e inevitabilmente di sé stessi – in un racconto che alterna umorismo, scene brillanti, malinconia e improvvisi momenti di tenerezza.
Volevo raccontare una storia sull’identità e su quanto siamo più di un’unica definizione – dichiara Anders Thomas Jensen – Siamo il risultato di come ci vedono gli altri, ma anche di chi vorremmo essere. Se accettiamo di contenere molte versioni di noi stessi, forse diventiamo più indulgenti, più liberi. E anche più capaci di amare.
A dare vita agli irresistibili personaggi delineati da Jensen è un cast di grandi attori capitanato da Mads Mikkelsen, che regala un’interpretazione formidabile nei panni di Manfred, un uomo con disturbi mentali dovuti a un’infanzia difficile, condivisa con suo fratello Anker (Nikolaj Lie Kaas). I due attori tornano a collaborare con Jensen dopo essere apparsi in tutti i precedenti lungometraggi del regista, dimostrando una chimica esplosiva in ogni momento condiviso dai due fratelli protagonisti, che tra vicissitudini dal ritmo esilarante e vertiginoso, tenteranno di ricostruire un legame perduto ormai da tempo.
Accanto a Mikkelsen e Lie Kaas, il film vanta un cast corale e sorprendente, tra cui Sofie Gråbøl, Bodil Jørgensen e Lars Brygmann.
Durata: 1h56min.
“PORTOBELLO”
“Portobello”, la nuova serie di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni, è stata presentata fuori concorso alla 82a Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La serie HBO Original, per la nuova piattaforma streaming HBO Max (dal 20 febbraio 2026) racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, la parabola tragica della caduta di un uomo innocente.
Enzo Tortora è all’apice del successo. Dal ’77 conduce Portobello, trasmissione che raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata, tutti in attesa del concorrente che riuscirà a far parlare il pappagallo, ospite d’onore dello show. Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, lo nomina Commendatore della Repubblica. Tortora è il re della Tv anni ’80 e il suo programma racconta e conforta il Paese. In quegli stessi anni il terremoto dell’Irpinia dà l’ultima scossa agli equilibri già fragili della Nuova Camorra Organizzata. Giovanni Pandico, uomo di fiducia del boss Raffaele Cutolo e spettatore assiduo di Portobello dalla sua cella, decide di pentirsi. Interrogato dai giudici fa un nome inatteso: Enzo Tortora. Quando il 17 giugno 1983 i carabinieri bussano alla sua stanza d’albergo Tortora pensa a un errore. Ma è solo l’inizio di un’odissea che lo trascinerà dalla vetta al baratro.