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Poldi Pezzoli: il grande Salone Dorato torna visibile in tutto il suo fascino

Una straordinaria casa-museo, ricchissima d’arte, artigianato, design

Poldi Pezzoli

La Casa Poldi Pezzoli, via Manzoni 12 a Milano, è oggi uno dei più importanti musei-casa d’Europa. Nasce dalla visione raffinata di Gian Giacomo Poldi Pezzoli alla fine dell’Ottocento grazie al suo progetto collezionistico che si fondava su due principi: la selezione di opere uniche e di altissimo valore e la decorazione degli ambienti ispirata agli stili storici, con una cura maniacale per ogni dettaglio. Ogni stanza fu affidata ai migliori artisti dell’Accademia di Brera, tra cui scultori, intagliatori, ebanisti e frescanti, sotto la direzione di Giuseppe Bertini. Il risultato, una casa-museo che unisce arte, artigianato e design, anticipando modelli museali poi adottati in tutto il mondo.

Il Salone Dorato, cuore della casa, fu progettato per ospitare i capolavori del Rinascimento italiano. La sua realizzazione, documentata da contratti e archivi, testimonia la ricerca di materiali pregiati: marmi policromi (verde di Varallo, Pavonazzo di Siena, statuario di Carrara, marmo del Duomo di Milano, Ornavasso, Portovenere), bronzi, leghe galvaniche di Christofle importate da Parigi per le decorazioni e le guarniture. Ogni elemento, dalla grande finestra a serliana in stile rinascimentale alle colonne con capitelli in bronzo, fu scelto e supervisionato personalmente da Poldi Pezzoli. Le decorazioni dell’arco, le rosette tutte diverse tra loro, e la grande specchiera veneziana in legno e vetro di Murano, sono esempi della fusione tra tecnologia, design e arti decorative tipica dell’epoca.

Poldi Pezzoli
Poldi Pezzoli

Gli arazzi fiamminghi di Françoise Spiering (1602), restaurati e nuovamente esposti, rappresentano un altro vertice della collezione, così come le tavolette lignee del soffitto, realizzate dagli artigiani di Brera.

La ricostruzione dopo la guerra

Nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, la casa museo fu gravemente danneggiata dai bombardamenti che distrussero gran parte degli allestimenti ottocenteschi. Seguirono anni di lavori e dibattiti sulla ricostruzione, culminati nella riapertura del museo il 3 dicembre 1951 grazie all’impegno di Fernanda Wittgens. La ricostruzione post-bellica cercò di restituire dignità agli ambienti, ma alcune soluzioni adottate negli anni successivi (come l’abbassamento del soffitto del Salone Dorato nel 1974) modificarono la volumetria e l’aspetto originario della sala, penalizzando elementi come la serliana, la specchiera e gli arazzi.

Il progetto del World Monuments Fund Italia

Negli ultimi anni, grazie al progetto del World Monuments Fund Italia e alla direzione di Alessandra Quarto, si è avviato un percorso di recupero filologico degli ambienti, con particolare attenzione al Salone Dorato. Attraverso ricerche d’archivio, restauri e riallestimenti, sono stati ripristinati la volumetria originale, la grande arcata della finestra, le decorazioni e la disposizione delle opere. Questo lavoro ha permesso di ricucire la storia della casa museo, restituendo al pubblico la visione originaria di Poldi Pezzoli e valorizzando il patrimonio artistico e architettonico della città di Milano.

Insomma, la storia della Casa Poldi Pezzoli è un esempio di come la passione per l’arte, la cura dei dettagli e la collaborazione tra artisti e artigiani possano creare un luogo unico, capace di resistere alle ferite della storia e di rinascere grazie all’impegno di istituzioni e comunità. Oggi il museo continua a trasformarsi, mantenendo viva la memoria e l’identità di una delle più straordinarie case museo d’Europa.

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