
Portare in scena le commedie di Eduardo De Filippo è sempre un’arma a doppio taglio: da un lato in fatti si sa di trovarsi davanti un’opera ben oliata, che funziona e che regala al pubblico materiale a volontà per ridere e riflettere allo stesso tempo, dall’altro c’è il rischio di non essere all’altezza di un grande maestro e di rovinare qualcosa di tanto ben costruito. Non è questo però il caso di Non ti pago in scena al Piccolo Teatro di Milano dal 13 al 18 ottobre 2026 con la regia di Luca De Filippo, figlio di Eduardo, e interpretato da Salvo Ficarra, nel ruolo di Ferdinando Quagliuolo, Carolina Rosi, Concetta, sua moglie, e Nicola Di Pinto, nei panni di Aglitiello, “l’uomo di fatica”.
Come tutte le commedie eduardiane anche Non ti pago parte mette al centro la disgregazione della famiglia come simbolo di un più ampio disfacimento della società, al centro della commedia infatti c’è Ferdinando, un uomo così ossessionato dal lotto e dal desiderio di vincere da mettere a repentaglio la felicità di sua figlia e sua moglie. Appresa infatti la notizia che il futuro genero, Mario Bartolini (Andrea Cioffi) ha vinto quattro milioni di lire al lotto giocandosi dei numeri che gli avrebbe dato in sogno il padre di Ferdinando, l’uomo gli ruba il biglietto vincente rivendicando la vincita e sostenendo che il padre era apparso in sogno per errore a Mario e non a lui, da qui pronuncia la frase che da il titolo alla commedia “Non ti pago”, appunto.
Nonostante le suppliche della moglie e della figlia, Ferdinando si ostina a non restituire il biglietto a Mario, che gli fa causa. Quagliuolo allora si arrende ma non prima di maledire il giovane che va incontro da quel momento a sfortune senza fine. Mario gli rende il biglietto maledetto, l’unica cosa che vuole è sposare Stella Quagliuolo (Carmen Annibale).
A questo punto il colpo di scena con cui si chiude Non ti pago: Ferdinando concede a Mario la mano di Stella e aggiunge che la ragazza porterà in dote quattro milioni di lire, ovvero la vincita del lotto.
Il finale redime così Ferdinando che pure poco prima si era mostrato così gretto e insensibile tanto da far sospettare che il cambiamento celi in realtà il desiderio di avere l’ultima parola.
Il cast di attori di Non ti pago è frizzante e armonico, sul palco c’è intesa e le scene più divertenti, quelle di Ferdinando con l’avvocato Strummillo (Mario Porfito), finiscono col far ridere non solo il pubblico ma anche lo stesso Ficarra a cui però si perdona la défaillance che viene accolta con un applauso caloroso. Il pubblico è infatti partecipe, ride e applaude mostrando continuamente il suo gradimento.
Molto ben fatta anche la scenografia di Gianmaurizio Fercioni costruita come l’interno di una casa anni Quaranta ma con alle spalle un cielo di nuvole screziate di rosa, arancio e azzurro a richiamare i cieli che la notte Ferdinando scruta alla ricerca dei numeri vincenti. Non ti pago in questa nuova veste è all’altezza dell’originale risultando piacevole, divertente e nel complesso molto ben riuscita.















