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4 Aprile 2026

marzo 2026

sab14mar19:0021:00Concerto Fabio Luisi / Alessandro TavernaTeatro di San Carlo - Napoli, Via S. Carlo 98/F - Napoli - Campania

Dettagli

Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in do maggiore K 467 di Wolfgang Amadeus Mozart appartiene a quella costellazione miracolosa di opere scritte nel 1785 a Vienna che sembrano scaturire da una sorgente inesauribile: nel giro di poche settimane nascono anche il Concerto K 466 e il K 475 per pianoforte solo. È il momento in cui Mozart, libero professionista nella capitale imperiale, vive il suo apice come pianista-compositore-imprenditore di sé stesso. È musica che nasce per piacere e insieme per stupire, lo stupefacente suono di un artista che sa di essere al centro della scena viennese e ne domina le regole. Ma sotto la luce del do maggiore c’è sempre un’ombra sottile: quella consapevolezza fragile che attraversa tutta la sua produzione degli anni centrali. Non è ancora il dramma del Don Giovanni, non è l’abisso del Requiem: è, piuttosto, un equilibrio perfetto su un filo teso.

La Sinfonia n. 8 in Fa maggiore, Op. 93 di Ludwig van Beethoven è uno dei casi più paradossali dell’intero sinfonismo ottocentesco: opera luminosa, compatta, apparentemente “classica”. Fu scritta nel 1812, anno inquieto, biograficamente turbolento: il soggiorno a Teplitz, la celebre lettera all’Immortale Amata, le tensioni economiche e familiari. Beethoven è già figura titanica, autore della Terza, della Quinta, della Pastorale, della Settima. E proprio dopo l’ebbrezza ritmica della Settima, Beethoven presenta a Vienna un lavoro più breve, più asciutto, quasi ironico. Alla prima esecuzione (1814) il pubblico accoglie l’opera con rispetto ma senza entusiasmo travolgente: dopo aver spaccato il mondo con la Terza e la Quinta, Beethoven può permettersi l’ironia. È un gesto di libertà intellettuale, non c’è qui il destino che bussa alla porta, c’è, invece, un compositore che gioca con il tempo, con la forma, con la tradizione — e nel gioco afferma la propria sovranità. E come spesso accade in Beethoven, sotto il sorriso c’è sempre una tensione invisibile, una tensione che non esplode — ma pulsa, costante, fino all’ultima, vertiginosa battuta.

Mettere insieme questi due brani significa costruire un arco che va dalla luce teatrale viennese alla lucidità ironica del pieno classicismo maturo: affidarli a Fabio Luisi con l’Orchestra del Teatro di San Carlo, e con Alessandro Taverna solista nel Mozart, non è scelta neutra, è una dichiarazione di stile. Fabio Luisi è direttore di chiarezza analitica, di gesto misurato, di costruzione formale limpida. Non è bacchetta incline al sentimentalismo dilatato; tende piuttosto a scavare nella struttura, a valorizzare i piani sonori, a rendere intellegibile il dialogo interno. Alessandro Taverna è pianista di eleganza raffinata, con una tavolozza timbrica curata e un tocco che privilegia il canto più che la percussività. È facile prevedere un concerto in cui la parola chiave è misura, sia nel Mozart – misura come eleganza, come respiro condiviso tra pianoforte e orchestra – sia nel Beethoven: misura come controllo dell’energia, come ironia governata.

Concerto Fabio Luisi / Alessandro Taverna
Direttore, Fabio Luisi
Pianoforte, Alessandro Taverna
Programma
Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in do maggiore K 467
Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 8 in Fa maggiore, Op. 93
Orchestra del Teatro di San Carlo
Durata: 2 ore  con 1 intervallo
Napoli, Teatro San Carlo, 14 marzo 2026


Orario

dalle 19:00 alle 21:00


Biglietti

da € 15,00 a € 210,00

Date

sabato 14 marzo 2026 7:00pm - 9:00pm(GMT+00:00)

Luogo

Teatro di San Carlo - Napoli

Via S. Carlo 98/F - Napoli - Campania

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Autore

Luigi Paolillo

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