Home Viaggi Norvegia Savoy 1918, un indirizzo storico di classe dal fascino contemporaneo a Oslo

Savoy 1918, un indirizzo storico di classe dal fascino contemporaneo a Oslo

Savoy 1918 ph Savoy1918

Oslo è una città nella quale storia e contemporaneità convivono continuamente. Accanto alle architetture moderne, ai musei e a una scena gastronomica in grande fermento, rimangono indirizzi che raccontano la capitale attraverso la propria storia e il rapporto con le persone che l’hanno vissuta.

È il caso di Savoy 1918, storico hotel nel centro di Oslo, che nel 2026 ha inaugurato un nuovo capitolo della propria storia dopo un importante progetto di ristrutturazione.

Progettato dall’architetto R. E. Jacobsen per A/S Watt, il palazzo neobarocco iniziò a essere costruito nel 1916 e venne inizialmente conosciuto come Watt Building. Nel 1918 l’albergatore Hans Nielsen vi trasferì l’ex Augustin Hotel, inaugurando il Savoy. Nel corso dei decenni l’hotel divenne un luogo di riferimento per viaggiatori e vita culturale della capitale, frequentato da artisti, scrittori e musicisti.

Savoy 1918 ph Savoy1918
Savoy 1918 ph Savoy1918

Dopo diversi cambi di gestione e importanti trasformazioni nel corso del Novecento, nel 2024 la famiglia Glastad ha acquisito la struttura affidandone la gestione a HEIMR Collection. È iniziato così un importante intervento di recupero, realizzato in collaborazione con Kritt Arkitekter e Metropolis Interior Architects, con l’obiettivo di preservare gli elementi originali dell’edificio e integrarli con un’espressione contemporanea.

Il risultato è il nuovo Savoy 1918, che nel 2026 è diventato anche il primo hotel di Oslo a entrare in Small Luxury Hotels of the World (SLH), una selezione internazionale di boutique hotel indipendenti presente in oltre 90 Paesi.

La prima impressione entrando al Savoy 1918 è quella di un ambiente elegante e raffinato, nel quale il design contemporaneo dialoga con il carattere storico dell’edificio.

Savoy 1918 © Fermata Spettacolo

Le camere hanno un’atmosfera quasi english style, signorile ma non formale, costruita attraverso materiali, tessuti e arredi scelti per creare ambienti caldi e personali. La nostra camera ci accoglie con una serie di piccoli dettagli curati: sul tavolo troviamo fiori freschi, una bottiglia di champagne e piccoli biscottini al cioccolato.

Anche gli accessori seguono la stessa filosofia: accappatoi e ciabatte eleganti e di qualità completano l’esperienza, contribuendo a quella sensazione di comfort e lusso discreto che accompagna il soggiorno. E proprio questo equilibrio tra eleganza e informalità è uno degli elementi che caratterizzano maggiormente Savoy 1918.

Al mattino l’atmosfera dell’hotel cambia ritmo. La colazione viene servita à la carte, dalla ricca scelta presentata sul Breakfast Newspaper, un giornale old style realizzato dall’hotel che raccoglie informazioni sulla colazione, sui produttori e sul ristorante, insieme a suggerimenti e spunti per scoprire Oslo.

Colazione al Savoy 1918 © Fermata Spettacolo

L’idea è semplice: invitare gli ospiti a mettere da parte il telefono, sedersi a tavola e dedicare alla colazione il tempo necessario. La proposta gastronomica segue la stessa filosofia, con ingredienti freschi e una particolare attenzione alle produzioni locali.

Davvero ottimi l’Open Sandwich with Poached Egg, con pomodori norvegesi, crema di piselli, uovo in camicia della Lindholm Farm, cipolla sott’aceto e pane a lievitazione naturale. Per una scelta fresca il Berry Bowl, una crema-gelato con lamponi norvegesi, mirtilli rossi, orzo soffiato, semi di colza biologici e cioccolato fondente. Tra i dolci, non poteva mancare il Norwegian Waffle, servito con panna acida, prim di Heidal – un tradizionale prodotto caseario norvegese ottenuto dal siero – e frutti di bosco stagionali.

La colazione può essere accompagnata da caffè, succhi e da una selezione di tè. Tra le proposte più particolari c’è anche uno sparkling tea di Petterson & Munthe, con note di agrumi, sambuco, uva, rabarbaro e un leggero sentore di pino.

Open Sandwich with Poached Egg © Fermata Spettacolo

Dietro la proposta gastronomica del Savoy 1918 c’è lo chef Nils Flatmark, la cui filosofia si basa su tre concetti: genuine, simple, natural. Per Flatmark una grande cucina parte dal prodotto e, prima ancora, dalle persone che lo producono.

La sua carriera è iniziata molto presto e lo ha portato a lavorare in alcune delle cucine più importanti della Norvegia. Nel suo percorso ha ottenuto numerosi riconoscimenti nelle competizioni culinarie norvegesi, nordiche e olimpiche, oltre alla King’s Trophy. È inoltre l’unico chef nordico ad aver conquistato quattro medaglie d’oro al Nordic Chef of the Year. Al Savoy, tuttavia, la sua filosofia si racconta soprattutto attraverso gli ingredienti.

Berry Bowl © Fermata Spettacolo

Tra i fornitori troviamo Garnvik, specializzato nel pesce affumicato; Lindholm Farm per uova e pollame; produttori caseari di Heidal; Berg Gård per gli oli di colza; ByBi per il miele prodotto negli alveari di Oslo; Inderøy Mosteri per i succhi di mela e Solberg & Hansen per caffè e tè. Una rete di piccoli produttori che permette alla colazione di diventare anche un primo incontro con la cultura gastronomica norvegese.

Al Café Watt, il ristorante dell’hotel, il cui nome richiama direttamente la storia dell’edificio, ovvero il Watt Building, il concept guarda alla tradizione dei café e dei ristoranti europei reinterpretandola attraverso ingredienti e sensibilità norvegesi.

Qui la giornata può iniziare con la colazione e proseguire con il pranzo, la cena o semplicemente un bicchiere di vino. La cucina segue le stagioni e valorizza gli ingredienti norvegesi, affiancandoli a influenze continentali. L’obiettivo è creare un luogo informale e conviviale, dove il cibo diventa parte della vita quotidiana dell’hotel.

Cafè Watt ph Savoy1918

È una scelta in perfetta linea con il progetto Savoy 1918: buon cibo, buon vino e buona compagnia, in un ambiente nel quale fermarsi anche senza avere necessariamente un’occasione particolare. Café Watt diventa così una sorta di prolungamento naturale dell’hotel e, allo stesso tempo, un punto di incontro con la città.

Alla scoperta di Oslo

La posizione del Savoy 1918 permette di raggiungere facilmente a piedi molti dei luoghi più interessanti del centro, ma l’hotel suggerisce anche alcuni itinerari meno scontati.

Uno dei modi più interessanti per conoscere Oslo è partire dall’acqua. Dal porto è possibile prendere uno dei traghetti per le isole del fiordo, lasciando il centro in pochi minuti e osservando la città da una prospettiva completamente diversa.

Lungo il waterfront si incontrano anche le saune sul fiordo, piccole strutture in legno che rappresentano uno dei rituali più caratteristici della cultura norvegese contemporanea.

Lo skyline di Oslo © Fermata Spettacolo

Per una pausa dal ritmo cittadino c’è invece l’Observatory Garden, con i suoi sentieri, gli alberi e gli edifici storici, mentre una breve passeggiata conduce verso Damstredet e Telthusbakken, due strade dove le tradizionali case in legno restituiscono un’immagine più raccolta e quasi rurale della capitale.

Il carillon del Municipio offre invece un’esperienza molto più discreta: allo scoccare dell’ora le sue melodie si diffondono tra gli edifici del centro, spesso quasi inosservate dai passanti.

Sono esperienze diverse tra loro, ma tutte permettono di scoprire una Oslo meno immediata, fatta di piccoli luoghi, rituali e dettagli.

Savoy 1918 nasce dall’incontro tra una storia lunga più di un secolo e una nuova idea di ospitalità. Il progetto non cerca di ricreare semplicemente il passato, ma di conservarne il carattere introducendo al tempo stesso comfort contemporaneo, design e una proposta gastronomica strettamente legata alla città e alla Norvegia. Un luogo affascinante e discreto, che continua a raccontare la propria storia dentro la Oslo di oggi.

Savoy 1918
Universitetsgata 11
0164 Oslo, Norvegia
https://www.savoy1918.no

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