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Libertino dalla testa ai piedi in Erotico Veneziano di e con Lucia Poli

Al Teatro Vittoria di Roma un viaggio nella Venezia libertina

Beatrice Gregorini e Renata Zamengo in Erotico Veneziano
Beatrice Gregorini e Renata Zamengo in Erotico Veneziano

Venezia del Settecento in scena ci accoglie Giacomo Casanova, interpretato al femminile da Beatrice Gregorini, libertino dalla testa ai piedi, lo dice, chiede tra sé e sé e alla platea se fosse da considerare un depravato. No, assolutamente, è uno che ha sempre cercato il piacere in un contesto qual’è la “vulva d’Europa” come la definisce Apollinaire, appunto, la città lagunare. Anfibia, sensuale, erotica, lasciva, passioni, avventure, intrighi, così è descritta e rappresentata, la città – emblema veneto – in scena, dal citato Giorgio Baffo, anche questa volta una donna, l’eccelsa attrice Lucia Poli.

Duttile, volubile, saltellante, ci istruisce sulla terminologia usata in quella Venezia per indicare gli organi femminili e maschili, con mimica e sonorità di indubbio erotismo come ben lascia presagire il titolo dello spettacolo. D’altronde tutto è in veneto stretto sonoro e malizioso al punto da rendere intellegibile il senso anche ai meno avvezzi al veneziano. Un divertissement musicale e teatrale, quasi un monologo a due voci: la prima racconta di sé e l’atra mima e sceneggia con l’ironia, la classe, la bravura che le è congeniale. D’altronde della pièce ne è anche regista. Sul palco due leggii, due sedie e i due protagonsti, o le due attrici saltellano e con movenze a mo’ di rondò animano, vivono e coinvolgono tutti i presenti in vicenda intrigantemente.

Casanova racconta della sua amicizia con Baffo, il ‘poeta scandaloso’ sin da bambino, lo considera un genio un vero maestro laddove il piacere ha preponderanza su morale e pregiudizio. Così nei suoi molteplici incontri ecco quello con il castrato, la curiosità a constare lì proprio lì, la diversità e il morboso e coinvolgente abbraccio che ne scaturì e il magnetico legame che tale situazione creo con il citato mentore guida in tale vicissitudine. Grandissima Lucia a far la parte di questa particolare ironia della sorte.

E quindi l’incontro con una monaca e la sua educanda e il suo trovarsi tra loro mentre esse attendevano di un famigerato ‘don’ francese e la curiosità che la stessa situazione avesse ingenerato, donde spionaggi, e affascinanti retroscena sul diniego alla presenza di Casanova a una possibile situazione a quattro. Grande la passione del protagonista per il fondoschiena e la sua storia per quel grande ardore che fu Ariette, la sua visione per la morte e l’ambigua attrazione e timore anche in questo caso per cio che è proibito, ma affascina il suo sentore come detto sin dall’infanzia.

Il gioco dei ruoli: sono due donne ma rivivono in due protagonisti maschili del sesso, dell’erotismo, del piacere, della sensualità, dell’ambiguità. Intelligente fascino, maliziosa duplicità, passione, poesia, lirismo ed arte scenica hanno fatto della serata un’oretta di intrattenimento erotico veneziano, molto ‘veneziano’.

PANORAMICA RECENSIONE
Regia
Drammaturgia
Attori
Allestimento scenotecnico
Pubblico
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libertino-dalla-testa-ai-piedi-in-erotico-veneziano-di-e-con-lucia-poliErotico veneziano <br>di Lucia Poli <br>regia Lucia Poli <br>Con (in ordine alfabetico): Renata Zamengo e Beatrice Gregorini <br>Produzione Associazione Laboratoriocentrovoce

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