Nel fitto calendario del Fuori di TASTE, l’appuntamento del ristorante Binomio, all’interno dell’Hotel Indigo, ha acceso i riflettori su un tema centrale per il presente e il futuro dell’agroalimentare: il biologico europeo. “Viaggio nel biologico” si è rivelato la traduzione concreta di un progetto comunitario che punta su qualità, trasparenza e consapevolezza.
Al centro della serata, organizzata in formula finger food, una sequenza di assaggi costruita attorno a materie prime certificate bio, capaci di raccontare territorio e filiera.

Il percorso è partito dal mare con l’orata all’acqua pazza e olive Peranzana bio, essenziale e nitida nei sapori. A seguire, la pasta mista con pesto di cavolfiore bio e aglio nero, giocata su cremosità e profondità aromatica.
Le pinse – con carciofi bio e mortadella e con pomodori secchi bio, crema di broccoli bio e acciughe – hanno offerto un equilibrio convincente tra comfort e ricerca. Decisamente mediterranee le trofie al pesto di pomodori bio essiccati al sole in olio evo, mentre gli involtini in foglia di riso con verdure croccanti e patè di olive bio hanno alleggerito il ritmo con freschezza e croccantezza.
Più strutturati i piatti finali: il pennone ripieno all’arrabbiata con peperoncini bio in olio evo, la guancia di maiale con pesto di cavolo nero bio e tartufo – intensa e fondente – e il tonno scottato in crosta di sesamo con crema di zucca bio agrodolce, chiusura elegante e bilanciata.
Ad aprire la serata, due cocktail iconici reinterpretati: Bloody Mary con estratto fresco di pomodoro e pomodorino in guarnizione, più verticale e naturale; Dirty Martini con gocce di olio extravergine aromatizzato al limone, scelta che ha aggiunto rotondità e persistenza agrumata.
Momento clou il cooking show con il mezzo pacchero Binomio: pesto, olio evo al basilico e polpa di pomodoro bio. Un piatto solo all’apparenza semplice, che ha ribadito la centralità dell’olio extravergine biologico come ingrediente identitario.
In chiusura, dessert tra tradizione e creatività: millefoglie di brigidini con crema Buontalenti e crema di zucca bio e finanziera con burro alle arachidi e caramello salato.
L’evento si inserisce nel progetto europeo “Be Good with Organic Food from Europe!”, nato per aumentare la conoscenza e il riconoscimento del marchio biologico dell’Unione Europea in Italia e Francia.
Il messaggio è chiaro: biologico europeo significa sostenibile, di qualità, salutare. Non solo assenza di pesticidi e OGM, ma un sistema certificato che tutela suolo, biodiversità, benessere animale e tracciabilità.
Protagonisti della serata i prodotti Bio Orto, realtà pugliese nata alle pendici del Parco del Gargano e oggi tra le aziende europee di riferimento nel bio. Dall’olio extravergine da cultivar autoctone (Ogliarola, Peranzana, Coratina) alle conserve di pomodoro lavorate entro poche ore dalla raccolta, l’azienda incarna una filiera cortissima e controllata in ogni fase.
Una storia familiare iniziata negli anni ’50 e cresciuta nel segno di innovazione, sostenibilità e apertura ai mercati internazionali.
A rendere l’atmosfera ancora più dinamica, è stato il DJ set che ha accompagnato la serata, trasformando l’evento in un vero happening urbano. Un passaggio naturale: dal racconto del territorio alla dimensione conviviale, dove il cibo diventa linguaggio contemporaneo e occasione di incontro.
È forse proprio questa la chiave più interessante emersa a Firenze: il biologico europeo non è più confinato alla nicchia salutista o al consumo domestico consapevole, ma entra con decisione nei format della ristorazione moderna e negli eventi di settore, dialogando con mixology, musica e lifestyle.
Il messaggio del progetto “Be Good with Organic Food from Europe!” passa anche da qui: rendere il marchio biologico UE riconoscibile e integrato nelle abitudini quotidiane, dentro e fuori casa.
Al Fuori di TASTE il bio non è stato raccontato come teoria, ma vissuto come esperienza gastronomica, culturale e sensoriale, capace di parlare tanto agli operatori quanto ai consumatori. Un segnale chiaro di come qualità certificata, filiera trasparente e creatività possano convivere, con naturalezza, nel presente della cucina europea.