Home Arte CASA, un modello di rigenerazione culturale nel cuore di Napoli

CASA, un modello di rigenerazione culturale nel cuore di Napoli

“Martin Kippenberger. Per Pasta ad Astra” © Fermata Spettacolo

Non è soltanto uno spazio espositivo, né un centro dedicato alle performing arts. Nella vivace Spaccanapoli, all’interno di Palazzo Degas, CASA – Centro delle Arti della Scena e dell’Audiovisivo sta costruendo un modello culturale che mette in relazione teatro, cinema, arte contemporanea e formazione, contribuendo ad ampliare il panorama delle istituzioni indipendenti della città.

Fondato da Ludovica Tinghi e Roberto Roberto, il progetto occupa il piano nobile di Palazzo Pignatelli di Monteleone, edificio cinquecentesco passato nell’Ottocento alla famiglia de Gas e legato alla presenza di Edgar Degas durante i suoi soggiorni napoletani. Dopo un accurato intervento di recupero architettonico, i seicento metri quadrati dello storico palazzo sono stati trasformati in uno spazio multifunzionale dedicato alla produzione culturale contemporanea.

CASA © CASA
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CASA opera come piattaforma di progettazione. Le sue attività spaziano dalla produzione teatrale e audiovisiva alle residenze artistiche, dalle masterclass alle esposizioni, fino al supporto per produzioni cinematografiche internazionali. Negli ultimi anni ha ospitato set come Equalizer 3 di Antoine Fuqua con Denzel Washington, Napoli Magica di Marco D’Amore e diverse produzioni televisive europee, senza rinunciare a un’intensa attività legata alla formazione e alla ricerca.

La vocazione internazionale del centro emerge soprattutto attraverso il dialogo con il sistema dell’arte contemporanea. Dal 2023 CASA ospita infatti Zweigstelle Capitain, il progetto itinerante della Galerie Gisela Capitain di Colonia, una delle gallerie private più influenti sulla scena internazionale. La collaborazione ha già portato a Napoli artisti come Joan Jonas, Jadé Fadojutimi, Joe Bradley e Seth Price, consolidando un asse culturale tra la città partenopea e una delle realtà più autorevoli dell’arte contemporanea europea.

“Martin Kippenberger. Per Pasta ad Astra” © Fermata Spettacolo

L’ultimo capitolo di questo percorso si è concluso lo scorso 29 maggio con “Martin Kippenberger. Per Pasta ad Astra”, nona edizione di Zweigstelle Capitain e appuntamento che ha celebrato il quarantesimo anniversario della galleria tedesca.

La mostra ha riportato in Italia una significativa selezione di opere di Martin Kippenberger (1953-1997), figura chiave dell’arte europea del secondo Novecento, capace di attraversare pittura, installazione e performance con un linguaggio ironico, provocatorio e profondamente critico. Il titolo dell’esposizione giocava sul celebre motto Per aspera ad astra, sostituendo “aspera” con “pasta”, elemento ricorrente nell’immaginario dell’artista e metafora del suo rapporto, insieme affettuoso e dissacrante, con l’Italia.

“Martin Kippenberger. Per Pasta ad Astra” © Fermata Spettacolo

Fulcro della mostra era “Uno di voi, un tedesco in Firenze” (1976-1977), ciclo di ottantatré dipinti realizzati durante il primo soggiorno italiano dell’artista. Una Firenze lontana dalle iconografie monumentali, osservata attraverso scorci urbani, insegne, passanti e dettagli quotidiani che diventano materia di una riflessione sulla cosiddetta Italiensehnsucht, la storica fascinazione tedesca per il paesaggio culturale italiano.

Accanto a questo nucleo erano esposte opere emblematiche come “Sozialkistentransporter” (1989), la celebre gondola veneziana caricata simbolicamente di pasta, e i Tablecloth Paintings, lavori eseguiti su tovaglie a quadri che trasformano un oggetto domestico in superficie pittorica, annullando le distanze tra esperienza quotidiana e pratica artistica.

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Parallelamente, “40 Years Galerie Gisela Capitain” proponeva un archivio aperto composto da cataloghi, manifesti, pubblicazioni, vinili e materiali storici che raccontano quarant’anni di attività della galleria di Colonia e delle relazioni costruite con alcuni tra i principali protagonisti dell’arte contemporanea internazionale.

In un momento in cui Napoli consolida il proprio ruolo nel sistema artistico internazionale, CASA si distingue per una proposta che supera il tradizionale modello di centro culturale. Il dialogo continuo tra arti performative, cinema, ricerca e arti visive, insieme a una rete di collaborazioni costruita negli anni con istituzioni italiane e straniere, rende questo spazio un modello di rigenerazione culturale da seguire con grande interesse.

La conclusione della mostra dedicata a Martin Kippenberger rappresenta così una nuova tappa di un programma che continua a rafforzare il ruolo di CASA come luogo di produzione culturale, confronto internazionale e sperimentazione contemporanea nel cuore di Napoli.

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